"Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie"
Scritta nel 1918 sul fronte francese durante la Prima Guerra Mondiale, Soldati è una delle poesie più brevi e intense di Ungaretti, appartenente alla raccolta L’allegria. Riflette la precarietà della vita dei soldati, sospesi tra la vita e la morte come foglie autunnali pronte a cadere.
4 versi liberi, senza punteggiatura, tipici dello stile ermetico ungarettiano.
Analogia dominante: il paragone tra soldati e foglie d’autunno.
Lessico essenziale: ogni parola ha un peso enorme ("si sta", "come", "foglie").
Letterale: I soldati in trincea sono fragili come foglie in autunno, pronte a staccarsi dall’albero al primo vento (o al primo proiettile).
Simbolico:
L’autunno → Metafora della morte, della caducità.
Le foglie → Anonime, tutte uguali nella sorte, come i soldati nella guerra di massa.
"Si sta" → Verbo statico che suggerisce attesa, passività di fronte al destino.
La precarietà della vita: La guerra riduce l’uomo a oggetto in balia del caso.
L’anonimato della morte: Le foglie/soldati non hanno nome, sono sacrificabili.
La natura come specchio dell’uomo: L’autunno (stagione della fine) riflette la condizione umana.
Similitudini:
Essenzialità linguistica e dolore compresso.
Guerra come esperienza straziante (paesaggio esterno = paesaggio interiore).
Differenze:
San Martino è più legato al lutto personale ("di tanti che mi corrispondevano"), mentre Soldati è una riflessione universale sulla condizione umana.
In Soldati domina la natura (alberi, foglie), in San Martino le rovine.
Universalità: Non parla solo della guerra, ma della fragilità di ogni esistenza.
Efficacia dell’analogia: Basta un’immagine (le foglie) per evocare un destino collettivo.
Modernità: Ungaretti anticipa il Novecento con la sua poesia "scarnificata", lontana dall’enfasi retorica.
La poesia è stata scritta nel bosco di Courton in Francia, dove Ungaretti combatteva. L’autunno reale che vide ispirò il paragone.
Altre poesie di Ungaretti sulla guerra: Veglia (dove il poeta veglia un compagno morto), Fratelli (sulla solidarietà tra soldati).
Confronto con altri poeti-soldati: Wilfred Owen (Dulce et Decorum Est), Guillaume Apollinaire (Le guetteur mélancolique).
L’Ermetismo: Come Ungaretti usa il silenzio e lo spazio bianco per dire l’indicibile.
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